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L’Italia è tra le numerose nazioni europee che stanno intensificando i loro sforzi per contrastare i rischi informatici, visti come una minaccia alla sicurezza.


L’Italia è pronta a creare un’agenzia nazionale che si occupi nello specifico della lotta agli attacchi informatici. C’è una bozza di decreto, e intanto il nostro Paese porta avanti i piani per creare un’infrastruttura cloud unificata per aumentare la sicurezza per l’archiviazione cloud dei dati della pubblica amministrazione.

L’Italia è tra le numerose nazioni europee che stanno intensificando i loro sforzi per contrastare i rischi informatici, visti come una minaccia alla sicurezza e competitività in un mondo sempre più interconnesso. Il decreto, visto da Reuters, unifica sotto l’autorità del presidente del Consiglio molti aspetti della sicurezza digitale che sono attualmente dispersi tra diversi ministri e organi statali.

Il direttore generale e il suo vice saranno nominati per quattro anni, si leggerebbe nella bozza. Il loro mandato può essere rinnovato una sola volta. L’agenzia comprende sei dipartimenti e inizialmente avrà un organico di 300 persone, che cresceranno arrivando a quota di circa 800 entro il 2027.

Il governo italiano dovrebbe approvare il decreto questa settimana, ha detto una fonte politica.

Il Piano di ripristino italiano di 2.500 pagine inviato alla Commissione europea ad aprile prevedeva una nuova tecnologia cloud per la pubblica amministrazione con l’obiettivo di aumentare la sicurezza.

Il piano, che prevede investimenti che saranno finanziati da Bruxelles, ha stanziato circa 900 milioni di euro per il progetto, che il ministro dell’Innovazione Vittorio Colao ha detto il mese scorso avrebbe coinvolto le aziende tecnologiche estere.

Le società tecnologiche statunitensi Google, Microsoft e Amazon dominano il settore dell’archiviazione dati, alimentando le preoccupazioni in Europa sul rischio della sorveglianza statunitense a seguito dell’adozione del CLOUD Act statunitense del 2018.

Il governo italiano prevede di realizzare la nuova infrastruttura cloud attraverso un partenariato pubblico-privato (PPP), da attuarsi tramite una gara europea, come affermato all’interno del Piano di recupero dell’Italia.

Di Redazione

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